Origini

 

Tra India, Cina e Giappone

Il taiso trova le proprie origini in due discipline apparentemente lontane quanto diverse, ma che sembrano avere un collegamento comune. Tradizionalmente si racconta che Bodhidharma, Ventottesimo patriarca del buddhismo indiano dhyana, nel VI secolo d.C. raggiunse la Cina, dove insegnò il Buddhismo Zen nel tempio Shaolin della provincia di Henan.
Secondo la leggenda Bodhidharma, constatando che i monaci, dopo diverso tempo trascorso a meditare, non erano più in condizioni né fisiche né spirituali adeguate al Buddhismo Zen, trasmise loro la pratica corporea dell’Yijinjing (“Classico del rafforzamento dei muscoli e dei tendini”) e l’esercizio marziale denominato Shiba luohan shou (“Le 18 mani degli Arhat”), tecniche derivanti dallo Yoga atte a migliorare lo stato di salute e a rinforzare gli organi interni tramite lo sviluppo del ki 気 (giapponese) (o ch’i in cinese o prāṇa प्राण in sanscrito), ossia l’energia vitale. A Bodhidharma è fatto inoltre risalire tradizionalmente lo stile Wai Jia del Tai Ch’i Quan, ovvero lo stile più marziale di questa disciplina.