Budo, la via che conduce alla pace - Illustrazione di Alberto Scarpellini

In una società in cui la violenza è penetrata in ogni aspetto culturale, dalla musica ai videogiochi, dai telegiornali al cinema, iscrivere il proprio figlio ad un corso di arti marziali potrebbe sembrare una scelta poco saggia. Di certo non lo sarebbe se le arti marziali fossero realmente ciò che vediamo nei film; violenza che sfocia in azioni cruente, ricerca di affermazione dell’io, sviluppo di capacità straordinarie per dominare sugli altri e cose di questo genere. Potreste rimanere sorpresi, invece, di come la formazione che sta alla base di un “vero” corso di arti marziali si fondi su ben altri valori. Tali principi, molto utili se applicati nella vita di ogni giorno, lo sono in particolar modo nello sviluppo dei bambini e dei ragazzi. Tuttavia, prima di lasciare spazio agli aspetti formativi dell’arte marziale, è bene prestare attenzione a quale corso vengono iscritti i propri figli. Quando si parla di bambini e adolescenti, quindi di persone in fase di sviluppo, sia fisico che psichico, è fondamentale verificare che vengano seguiti da persone altamente qualificate per operare con loro. Il fatto che un istruttore sappia insegnare agli adulti, non significa che sia in grado di fare la medesima cosa con un gruppo di adolescenti o peggio ancora di bambini. Le metodologie di allenamento sono completamente differenti e non si possono improvvisare. Per questo serve molta esperienza specifica e una notevole dose di attitudine personale. Non esitate a chiedere referenze all’istruttore di turno. Con la salute dei bambini non si scherza. Di seguito sono elencati dieci motivi per cui potrebbe valere la pena indirizzare vostro figlio alla pratica di un’arte marziale.

Disciplina
Le arti marziali sono costruite attorno al concetto stesso di disciplina, vista non come una ferrea imposizione dall’esterno, ma come la costruzione di una forma personale di ordine interno. La pratica costante permette al bambino di sviluppare una forma di auto-disciplina, rendendolo capace di attuare il comportamento adatto a seconda della situazione. Questo lo porta, inoltre, a gestire le proprie emozioni e a sviluppare autocontrollo. La disciplina sfocia nel rispetto che a sua volta produce educazione.

Rispetto
Il sistema di insegnamento disciplinato e volto alla socializzazione prevede che l’allievo mostri rispetto nei confronti del maestro, degli istruttori e di tutti gli altri componenti del gruppo, anche dell’ultimo arrivato. Il rispetto per l’autorità e per gli altri non sempre, purtroppo, viene contemplato nella società di oggi, basta aprire le pagine di un quotidiano qualsiasi per rendersene conto. Saper rispettare l’istruttore in palestra significa imparare a rispettare il genitore a casa e l’estraneo per strada.

Sviluppo psico-motorio
Tanti, troppi bambini o ragazzi svolgono una vita sedentaria al di fuori della scuola. Come lo si capisce? Basta osservarli per strada mentre camminano o mentre giocano con i coetanei. Mancanza di coordinazione, situazioni di sovrappeso e obesità o al contrario mancanza di sviluppo muscolare. Come già scritto in un articolo precedente, le arti marziali concorrono a generare coordinazione neuro-motoria, rafforzano l’apparato locomotore irrobustendo i muscoli e conferendo mobilità alle articolazioni. Con un apparato muscolare ben sviluppato e delle articolazioni mobili si evitano – e si correggono – errori di postura. Inoltre, come già detto, la pratica aiuta a sviluppare la concentrazione e la capacità di focalizzarsi su quello che si sta facendo. Per i bambini e gli adolescenti questo è utile in materia di studio, perché li rende più presenti, evitando distrazioni ed accorciando così i tempi di studio con risultati migliori.

Socializzazione
L’arte marziale è una pratica individuale, volta allo sviluppo della persona, ma l’individuo si costruisce tramite l’interazione con il gruppo. Le diverse attività condivise, gli esercizi eseguiti in coppia, l’avere un’obiettivo comune, fanno sì che gli allievi imparino a conoscersi l’un l’altro. Forme di condivisione con un partner come ne esistono nel Karate, nel T’ai Ch’i o nel Kung Fu, favoriscono la complicità, invitando i praticanti a migliorare le proprie abilità personali insieme.

Autostima
La fiducia in se stessi arriva con l’auto-realizzazione. All’interno di un sistema disciplinato e strutturato, in cui le gratificazioni non sono istantanee, l’autostima dell’allievo crescerà ogni volta che il maestro lo riterrà pronto per il passaggio di grado o quando semplicemente riceverà un complimento per l’impegno profuso durante l’allenamento.

Cooperazione
Studiare nuove tecniche o imparare forme basilari di combattimento, sono tutte attività che l’allievo non svolge mai da solo, poiché si confronta con i compagni, capisce dove sbaglia e dove fa bene. Un buon lavoro di squadra aiuta a progredire più facilmente e questa è un’importante lezione di vita. Gli allievi più anziani, sono responsabili di quelli più giovani perché sono tenuti ad aiutarli a progredire mostrando loro le tecniche e correggendone gli errori. Di conseguenza sono stimolati a far bene perché sanno che da loro dipende la corretta esecuzione da parte di qualcun altro. Questo aspetto è fondamentale per la creazione del gruppo.

Individuazione degli obiettivi
L’insegnamento, nella maggior parte delle arti marziali, si basa su di un sistema di cinture che corrispondono al livello di preparazione raggiunto dall’allievo. Il lavoro che si svolge durante l’anno – per quanto possa essere divertente e giocoso per i bambini – può essere ricondotto al raggiungimento di un obiettivo: passare al grado superiore sostenendo un esame. Tale sistema insegna ai ragazzi a lavorare per obiettivi, diminuendo così il grado di distrazione.

Astensione dalla violenza
Lo scopo ultimo delle arti marziali si trova nello sviluppo della persona, non nel suo annientamento. La via marziale insegna l’astensione dalla violenza, sottolineando l’importanza di evitare lo scontro fisico. Per fare ciò è necessario possedere sicurezza, stima di se, autocontrollo e disciplina. Anche la violenza verbale non è giustificata. Infatti, nei corsi di arti marziali si presta attenzione anche al linguaggio. Sempre nell’ottica della disciplina e del rispetto, l’allievo impara a rivolgersi sempre in modo educato sia al maestro che ai compagni.

Capacità di ascolto
Al fine di comprendere l’evolversi delle tecniche e degli esercizi, l’allevo è chiamato ad esercitare una notevole capacità di ascolto. Con il tempo anche i più distratti, se vorranno progredire e avanzare, dovranno concentrarsi e prestare attenzione alle spiegazioni che avvengono prevalentemente in modo verbale e dimostrativo, senza l’ausilio di supporti cartacei o elettronici.

Miglioramento globale
La fiducia in se stessi, l’aumento della forma fisica e della concentrazione, lo sviluppo di abilità cooperative, supporteranno l’allievo in tutte le questioni sociali e scolastiche, miglioreranno il suo comportamento a casa e nel rapporto con gli altri. Bambini iperattivi troveranno il giusto modo di incanalare e sfogare le energie, ragazzi sedentari e svogliati troveranno il modo per ridare vigore al proprio corpo e vivacità alla propria mente.