Origini

 

Fino al XX secolo, il kobujutsu non era né considerato come un’arte marziale né praticato come tale nell’arcipelago di Okinawa. I praticanti di questa antica arte si esercitavano con ogni strumento in segreto nei diversi villaggi. In alcuni villaggi si preferivano le tecniche di Bo mentre in altri si prediligevano quelle di Tonfa o di Nunchaku. Tuttavia c’era una pratica comune a tutti i villaggi: ognuno teneva per sé le proprie tecniche.

All’inizio del XX secolo, Moden Yabiku, maestro di Shorin-Ryu, fu il primo a raccogliere tutte le tecniche delle armi di Okinawa, spostandosi da un villaggio all’altro e raggruppandole in un “sistema codificato”. Per preservare quest’arte, formò a Naha alla fine degli anni ’20, l’organizzazione “Ryukyu Kobujutsu Kenkyu Kai” o “Società di ricerche sul Kobujutsu del Ryukyu”. Fu il primo ad insegnare la sua arte al pubblico. È da questo momento che il termine “kobujutsu” fu adottato per designare l’arte delle armi di Okinawa.

Nello stesso periodo, un altro maestro di karate, Shinko Matayoshi, si interessò all’arte del kobujutsu. Ricercatore di minerali, ebbe occasione di visitare le città cinesi di Shanghai, Annan e Sakkalin e di studiare le arti marziali cinesi. Fù così che sviluppò, a partire dal medesimo studio dei kobujutsu di Okinawa, delle tecniche diverse da quelle di Yabiku. Tuttavia, Matayoshi, al contrario di Yabiku, non insegnò la sua arte al publico ma la trasmise solo a suo figlio, Shimpo. Ad Okinawa, Shinko era comunque conosciuto e rispettato come esperto di kobujutsu. La sua arma perferita era la kama, e per questo era chiamato “Kama no Te”, “Matayoshi, esperto di Kama”.

Il kobujutsu fu introdotto nel continente giapponese negli anni ’20 nel momento in cui Gichin Funakoshi dello Shorei-Ryu, Chojun Miyagi del Goju-Ryu ed altri esperti introdussero il karate. In questa epoca, era tradizione insegnare l’uso di una o due armi come il Bo o il Sai durante le lezioni di karate. Ma il kobujutsu rimaneva un’arte misteriosa e sconosciuta per la maggioranza dei giapponesi. È grazie agli sforzi di Yabiku e del suo primo discepolo, Taira Shinken, che il kobujutsu divenne conosciuto al pubblico.

Taira Shinken era un allievo di karate del M° Funakoshi. Più tardi, inizió lo studio del kobujutsu sotto l’ala del M° Yabiku nella città di Naha. Dopo la morte di Yabiku, Taira ristrutturò l’organizzazione nel 1940. Cambiò inoltre il suo nome, ribattezzandola “Ryukyu Kobudo Honzon Shinko-Kai” (Organizzazione per la preservazione e la promozione del Kobudo del Ryukyu). Fu probabilmente Taira il primo ad utilizzare il termine kobudo.

Il figlio di Shinko Matayoshi, Shimpo Matayoshi, iniziò ad insegnare la sua arte dopo la morte del padre nel 1947, nella città di Kawasaki. Nel 1960, tornò sull’isola di Okinawa e dieci anni più tardi, formò la federazione di kobudo del Ryukyu o “Ryukyu Kobudo Renmei“. Attualmente, esistono numerose organizzazioni di Kobudo ad Okinawa, e la maggior parte sono ramificazioni delle due scuole principali, quella di Yabiku-Shinken e quella di Matayoshi. Dopo la morte di Taira Shinken nel 1970, il suo migliore allievo, Eisuke Akamine, fu nominato presidente dell’organizzazione “Ryukyu Kobudo Hozon Shinko-Kai“.

In epoca contemporanea si può identificare anche un terzo stile di kobudo chiamato Isshin-Ryu, anche se più che uno stile vero e proprio l’Isshin-Ryu nasce come stile di karate. Fu il maestro Tatsuo Shimabuku, proveniente dallo Shorin-Ryu e dal Goju-Ryu, a definire così il suo personale stile che vedeva una fusione dei due stili precedenti. L’Isshin-Ryu dà molto spazio anche al kobudo poiché uno dei maestri di Tatsuo fu proprio Taira Shinken. Per questo motivo lo stile di kobudo Isshin-Ryu trova le sue basi nello stile Taira, modificandone e riducendone il numero dei kata. Non si può quindi parlare di uno stile puro, ma di una derivazione dello stile Taira. Tuttavia l’Isshin-Ryu è attualmente uno stile molto in uso prevalentemente nell’area degli Stai Uniti dove si è diffuso in più di 300 sotto-varianti.