Kobudo

 

Il kobudo (古 ko, antico; 武 bu, guerriero; 道 do, via), letteralmente “antica via del guerriero”, è una pratica sviluppatasi originariamente, come il karate, nelle isole Ryukyu (Okinawa) che prevede l’impiego di armi tradizionali di origine contadina. Infatti, durante la dominazione Shimazu (1609), era stato imposto il tassativo divieto di utilizzare armi, quindi i nativi perfezionarono l’uso di un vasto numero di atrezzi di uso comune per potersi difendere dagli oppressori. Con l’andare del tempo le techiche relative all’utilizzo di ogni arma si sono configurate come singole discipline, la cui base comune può essere ricercata in quelle forme di lotta a mani nude da cui è nato il karate.

Le armi tradizionali del kobudo giapponese sono le seguenti:

Jo: il bastone corto. È lungo circa 1,20 m ed è un’arma molto maneggevole e la sua forza sta nel farlo scorrere velocemente nelle mani, in modo da offrire all’avversario sempre la porzione più lunga del bastone, così da tenerlo sempre a distanza. Le techiche di jo contemplano anche colpi a mani nude, sbilanciamenti e proiezioni.

Bo: il bastone lungo. È lungo 1,80-1,82 m (Rokushakubo, ossia bastone lungo sei piedi) è un’arma più complessa del jo perché più difficile da manovrare con velocità. Le tecniche si basano su fendenti potenti, portati con entrambe le estremità del bastone che implicano una rotazione dello stesso, imprimendo grande forza ai colpi.

Sai: lunghi pugnali a forca che si utilizzano in coppia. Erroneamente si pensa ai sai come a dei pugnali, ma in realtà sono armi contundenti prive di lama e con punte aguzze. Raramente si impugnano dal manico, infatti vengono tenuti da uno dei due rostri e stesi sull’avambraccio per essere utilizzati come scudi. Facendo ruotare un sai dalla posizione chiusa sull’avambraccio in avanti si produce un colpo contundente molto efficace. Fra le varie tecniche vi sono diversi affondi ma soprattutto blocchi (sono armi molto efficaci per parare le tecniche di spada) e leve articolari.

Nunchaku: i bastoni corti con corda (o catena). Sono costituiti da due bastoni lunghi circa quanto l’avambraccio di una persona, uniti da una corda (versione giapponese) o da una catena (versione cinese). Fra le tecniche base vi sono rapidi colpi portati di rimbalzo e leve articolari al polso e al braccio.

Tonfa: il manganello. Solitamente utilizzati in coppia, vengono fatti ruotare per produrre colpi contundenti. L’impugnatura a forma di L è molto utile per fare leve articolari e per bloccare attacchi portati con altre armi.

Kama: il falcetto. Solitamente utilizzati in coppia, le tecniche principali prevedono blocchi e attacchi ai tendini e alle articolazioni, con lo scopo di disarmare e rendere inerme l’avversario.