Un ultimo aneddoto riguarda il Maestro Anko Itosu (1830-1915), considerato da molti il vero precursore del karate moderno, in quanto modernizzò questa arte e la semplificò per diffonderla su vasta scala codificando, tra le altre cose, i cinque kata Heian. Fu inoltre il maestro, insieme ad Anko Azato, di Gichin Funakoshi, il fondatore dello stile Shotokan, ad ora uno dei più diffusi e importanti del mondo.

A differenza del Maestro Azato, che era alto e imponente, Itosu era un uomo di media statura ma di robusta costituzione, dotato di una straordinaria resistenza fisica e di una naturale capacità di incassatore: era solito ripetere che se non si avverte dolore dai colpi ricevuti allora non vi è necessità di pararli o di scansarli.
Conscio della sua forza, spesso invitava i praticanti più giovani a colpirlo dove volessero, evitando però la punta del naso. A detta del Maestro, infatti, questo era l’unico punto del suo corpo che non riusciva a rinforzare. Vi era poi un altro “punto debole” nella sua impenetrabile corazza: la sua barba, della quale andava molto fiero, e che era solito nascondere nel bavero mentre camminava per paura che qualcuno la potesse afferrare.
Nonostante le sue grandi doti, il Maestro Itosu non si lasciava sfuggire alcuna occasione in cui potesse mettere in pratica il suo addestramento. Si racconta che una sera, dopo aver bevuto qualcosa con il Maestro Azato, i due stessero camminando tranquillamente verso la casa di un amico comune. Una volta arrivati al cancello, però, si accorsero che era sbarrato dall’interno. Inizialmente pensarono che non ci fosse nessuno in casa ma poi, sentendo le risate e le grida provenienti dall’interno, cercarono di farsi sentire perché qualcuno aprisse loro il cancello. Tuttavia, nessuno parve udire le loro voci.
«Itosu, è inutile. Andiamo a casa?» disse infine Azato.
«No, no. Apro io il cancello!» risposte risoluto Itosu.
Probabilmente disinibito a causa dell’alcool, Itosu si avvicinò al cancello, prese la mira, esplose il suo poderoso Kiai e sferrò un pugno. Subito nel cancello, fatto di legno spesso 18 centimetri, si creò un buco. Itosu si ricompose e, come se niente fosse, infilò la mano nello squarcio che aveva creato, sganciò la sbarra e aprì il cancello.
«Che pugno meraviglioso!» esclamò Azato.

Fonti bibliografiche: FUNAKOSHI, Gichin. Karate-Do Nyumon. Il testo fondamentale del Maestro. Edizioni mediterranee, Roma, 1999.