Il karate non si vive solo nel dojo.
Dojo nomino karate omou na.

L’ottavo principio del Nijukun ci ricorda che il karate-do ha come obiettivo il miglioramento e lo sviluppo del corpo come della mente. L’educazione della propria attitudine mentale e dello spirito comincia nel dojo, ma non deve essere limitata e circoscritta a tale luogo, e non deve terminare quando si esauriscono gli esercizi. Così come le abitudini che abbiamo al di fuori inevitabilmente influiscono sulla pratica nel dojo, allo stesso modo le attività che si svolgono al suo interno dovrebbero avere effetto anche all’esterno. L’attitudine allo sviluppo delle capacità fisiche e mentali che si va allenando con la pratica del karate andrebbe applicata sempre, in tutte le situazioni della vita, non dimenticando che l’obiettivo ultimo è il “perfezionamento del carattere” (dojokun: jinkaku kansei ni tsutomuru koto) e quindi, in senso più lato, il miglioramento di se stessi come praticanti e come persone. Così il karate-do divine un modo per portare attenzione al nostro comportamento e un mezzo per modificarlo. L’allenamento nel dojo getta le basi per forgiare una medaglia in cui un lato è quello del praticante, che migliora e progredisce come atleta, l’altro lato è quello della persona che evolve e migliora nel modo di atteggiarsi e di affrontare la vita. L’atteggiamento con cui si affronta la pratica è il medesimo che si dovrebbe avere nelle situazioni di tutti i giorni. Il karate ci aiuta a costruire e a migliorare l’attitudine mentale con cui poi affrontare le sfide della vita, dalle più semplici alle più complesse e dolorose. All’interno del dojo si chiede a tutti gli allievi, indistintamente dal grado più basso al grado più alto, di impegnarsi al meglio delle proprie forze, non importa che si debbano compiere tecniche basilari o complesse. Ciò che conta è la forma mentis con cui l’esercizio viene svolto. Dal principiante all’esperto, ognuno è chiamato a dare tutto quello che può, impiegando attenzione, concentrazione e voglia di raggiungere un traguardo. D’altra parte questi sono gli stessi principi che portano all’ottenimento di qualsiasi risultato nella vita, dai più semplici ai più elevati. Questo è il senso dell’ottavo principio.

A. Scarpellini

Riferimenti bibliografici
I venti principi del karate – Gichin Funakoshi – 2003 Edizioni Mediterranee.